di
Emilio Pucci *
A
partire dalla fine degli anni 70, strateghi e analisti del
mercato editoriale hanno cercato di comprendere le trasformazioni
nella produzione, distribuzione e consumo di prodotti e servizi
editoriali introdotte dalle nuove tecnologie telematiche.
Sperimentazioni, iniziative imprenditoriali, analisi e visioni
del futuro, più o meno ardite, hanno da allora punteggiato
levoluzione del mercato editoriale proponendo esempi e formule
interpretative di quello che sarebbe, o non sarebbe stato, il futuro
dellofferta e della domanda di prodotti e servizi editoriali.
Dalle
primissime esperienze di televisione interattiva lanciate nella
seconda metà degli anni 70, alla grande stagione del
Videotext con le sue alterne vicende (dal successo del Minitel
francese al fallimento del Videotel italiano) e dei primi servizi
on-line (Prodigy, Compuserve e America On Line), limpatto della
telematica sulle imprese editoriali è apparso poco decifrabile
e, in realtà, anche poco rilevante dal punto di vista
economico e strategico.
Soltanto
negli ultimissimi anni, grazie alla rapida evoluzione dellambiente
multimediale di Internet, il World Wide Web (WWW), le imprese
editoriali hanno trovato un contesto tecnologico e di mercato in cui
affrontare realmente, al di là delle nicchie sperimentali la
reale portata della mutazione telematica.
La
principale fra le trasformazioni introdotte dalla telematica sulle
imprese editoriali consiste, non tanto nella dimensione multimediale
dellofferta di servizi editoriali - e cioè nella
disponibilità di un ambiente di produzione e consumo in grado
di integrare su base informatica dati alfanumerici, immagini fisse e
immagini in movimento - bensì nel dispiegamento massimo delle
potenzialità determinate dalle prestazioni di interattività
del medium telematico.
Evidentemente,
tale centralità delle prestazioni interattive come fattore
cruciale della trasformazione del business editoriale, è stata
compresa e analizzata da tempo, ma non è forse stato finora
possibile comprenderne la reale portata in termini di aree di affari.
Gli effetti di una così ampia diffusione (tuttavia ancora
limitata) dellambiente telematico multimediale, vanno al di là
del cosiddetto canale a doppia via messo a disposizione
degli editori e determinato dalle prestazioni interattive del mezzo;
tali effetti mutano infatti radicalmente la natura stessa
dellimpresa editoriale creando un contesto strategico e un
orizzonte operativo completamente nuovo con il quale gli editori si
devono confrontare.
Dal
momento in cui le imprese editoriali - editori della carta stampata e
operatori radiotelevisivi - decidono di operare come fornitori di
servizi e di contenuti (Content And Services Providers) nellambiente
WWW, esse si trovano a dover fronteggiare attività del tutto
nuove rispetto al proprio background (per esempio il commercio di
beni e servizi) e sono spesso costrette a ibridare la propria
attività con quella di altri soggetti.
Un
caso significativo di questo processo di convergenza e ibridazione
fra diverse famiglie di business è costituito dalla
proliferazione di offerte di Free-Net, e cioè di accesso
gratuito alla rete Internet . In molti casi sono gli editori stessi a
farsi vettori di tali offerte (si pensi al caso italiano del Gruppo
lEspresso tramite la società Kataweb), in parte
soppiantando gli Internet Service Providers (ISP) tradizionali. Come
si vedrà, offrendo servizi di connessione gratuita alla rete
Internet, gli editori, di fatto, portano nel perimetro dellofferta
editoriale unattività (lerogazione di
connettività) che è sempre stato appannaggio esclusivo
di operatori delle telecomunicazioni o degli ISP . La diffusione
delle offerte di Free-Net e la nascita dei cosiddetti Virtual ISP
(fornitori di contenuti e servizi che, supportati da un operatore di
telecomunicazione, offrono connettività sfruttando le proprie
capacità di marketing) costituisce il segno evidente di una
editorializzazione dellofferta di connessione.
Le
numerose attività distributive di beni e servizi che migrano
sul WWW, non solo devono reingegnerizzarsi per adeguarsi
al nuovo canale, ma devono anche sviluppare una natura editoriale che
prima non avevano o che avevano solo marginalmente. Per questo, ad
esempio, una banca che opera nel campo dellhome banking può
abbassare i prezzi dei propri servizi, sia grazie alla riduzione dei
costi derivante dallautomazione dei processi di gestione delle
transazioni, sia grazie a eventuali ricavi pubblicitari che si
generano dal sito Web.
Ci
troviamo di fronte a un movimento duplice che vede, da una parte, gli
editori diversificare le proprie attività e le proprie
missioni dimpresa verso settori quali quello della
distribuzione di beni e servizi e, dallaltra, numerosi
operatori assumere sempre più marcatamente una natura e degli
orientamenti fortemente editoriali.
La
rapida crescita del mercato WWW ha messo in evidenza alcune
importanti tendenze che, nel corso del 1998 e del 1999, hanno segnato
in maniera marcata la sua evoluzione. Il dato più importante,
sottolineato da tutti gli osservatori, è la maggiore solidità
delle prospettive di break-even per molti operatori dei
contenuti e dei servizi. Fino al 1997 e al 1998 , infatti, lofferta
di servizi nellambiente multimediale di Internet viveva ancora
in una dimensione di forte sperimentalità e, soprattutto,
nellassenza di prospettive certe dal punto di vista economico.
La
gratuità dellofferta di contenuti e servizi sul Web
sembrava una condizione generale che non poteva essere superata
innanzi a quella che veniva definita la scarsa propensione al
pagamento dei servizi da parte degli utenti. Gli unici
segmenti della complessa filiera del Web che sembravano premiati
dalla crescita del numero degli utenti erano quelli degli
sviluppatori di servizi e dei solution providers, dei
distributori di hardware e software, degli operatori di telefonia e
degli ISP.
I
fornitori di contenuti e servizi, investendo nella creazione degli
stessi, alimentavano i flussi economici nella filiera senza
prospettive certe di ricavi e utili. In virtù di un salto
evolutivo del mercato Internet-Web, soprattutto a favore delle sue
prospettive sul breve medio periodo, alcune tendenze hanno creato le
condizioni per un ribaltamento, almeno parziale, di tale situazione.
Nel
corso del 1999 queste tendenze si sono manifestate con particolare
forza e il 2000 dovrebbe confermarne una ulteriore affermazione.
In
termini più generali, segni evidenti dellevoluzione del
mercato WWW dal punto di vista qualitativo sono: la graduale
affermazione dei Content & Service Providers (C&SP) come
protagonisti a tutto campo dellofferta e una progressiva
diminuzione dellimportanza strategica degli operatori
provenienti dai settori dellICT (Information &
Communications Technology). Nel corso degli ultimi anni è
infatti cresciuta la presenza attiva come protagonisti dello
sviluppo del mercato degli editori e dei distributori di beni e
servizi. Nei primi anni, invece, erano stati gli operatori del SW,
gli Internet Service Providers, e gli operatori delle
telecomunicazioni, a fare da levatrici del business
telematico. Questa progressiva affermazione della centralità
dei contenuti e dei servizi è accompagnata da un
evoluzione altrettanto significativa sul versante della domanda che
si esprime, sempre meno come domanda di early adopters, e
sempre più come domanda di consumatori di beni e servizi sulla
rete.
Figura 1 Evoluzione qualitativa
del mercato WWW

Fonte: elaborazioni personali
La
conseguenza di tale evoluzione è la crescita in quote
percentuali dei ricavi provenienti da attività del C&SP su
quelle dei fornitori di servizi di connessione.
Figura 2 Evoluzione
quantitativa.

Fonte: elaborazione personale su dati Datamonitor.
Le
principali tendenze che, attualmente, caratterizzano questa
evoluzione qualitativa e quantitativa del mercato WWW sono:
Lanalisi
di queste tendenze, e del loro recente divenire, permette di
comprendere come le imprese editoriali siano sospinte a divenire
fornitori di servizi e contenuti a tutto campo, sviluppando nuove
vocazioni strategiche e ridisegnando, in parte, il proprio statuto.
Le strategie delle imprese editoriali: il modello
5C
Sul
versante delle strategie delle imprese editoriali, le tendenze
illustrate nei paragrafi precedenti stanno avendo un impatto molto
forte e diretto. Leditore si concepisce sempre meno come un
operatore mono-funzione per assumere il profilo di operatore
multi-funzione: deve far vedere, leggere ascoltare, ricercare,
giocare, incontrare, comprare e, infine, può anche far
connettere alla rete (vedi il paragrafo precedente sulle offerte del
Free-net).
Come
si è detto, leditore condivide il contesto
multifunzionale del WWW con altri soggetti che arrivano a fare il suo
stesso mestiere o mestieri del tutto simili al suo: una banca
sviluppa o potenzia le attività editoriali divenendo fornitore
di informazioni economiche e finanziarie a supporto delle attività
di compravendita di azioni o di gestione del risparmio; un
distributore al dettaglio di pacchetti turistici si propone come
fornitore di servizi informativi sulle località di
destinazione dei turisti ecc.
Il
WWW viene così a spronare la diversificazione delle attività
di molti operatori spingendoli ad attuare strategie nuove che vanno
ben al di là della semplice brand extension. La base tecnica
condivisa (il protocollo IP) dalle diverse attività di
produzione, erogazione e distribuzione dei servizi, rende
tecnicamente omogenei, su base editorializzata, settori economici una
volta del tutto estranei fra loro: il risultato è una
reinvenzione radicale delle logiche dofferta e una
accelerazione dellinnovazione sia nel campo delle logiche di
finanziamento dellofferta che nel campo delle logiche di
marketing. Non solo televisione e Web si avvicinano e convergono, o
si ibridano, a vicenda; lo stesso avviene per la telefonia (alla
ricerca di forme editoriali di finanziamento proprio come le offerte
di connessioni alla rete Internet) e per i diversi settori della
distribuzione di beni e servizi.
Per
comprendere in maniera dettagliata questo processo bisogna
considerare come cambiano le strategie di quegli operatori (imprese
editoriali a tutti gli effetti) che si vanno posizionando sul WWW
come Portali (Portal Sites) per laccesso ai diversi contenuti e
servizi . Si tratta di operatori provenienti da diversi settori e
comparti economici che, nella loro ascesa come protagonisti della
rete, hanno adottato modelli dofferta e, dunque, di
posizionamento, che permettono di sfruttare appieno le potenzialità
della rete. Molti di questi operatori si posizionano come portali
orizzontali ( e cioè generalisti) in grado di pacchettizzare
contenuti trasversali a diversi generi tematici ed editoriali e di
offrire gli utenti una serie diversificata di funzioni. Altri
operatori svolgono un ruolo simile, ma ancorato a una genere
editoriale o a un tema specifico (lo sport, la finanza, la salute
ecc.). Si tratta, in questultimo, caso di operatori che offrono
Portali verticali o, appunto, tematici.
Analizzando
le provenienze e le strategie dei gestori di portali (fornitori di
contenuti e servizi e packagers) è possibile comprendere
lorizzonte strategico entro cui si delinea la nuova impresa
editoriale, prodotto dellaffermazione del WWW come ambiente
avanzato nel mercato dei servizi a contenuto informativo.
La
situazione di forte competizione e in un certo senso di caos
competitivo (tutti fanno tutto) determinatasi sul
mercato del WWW deriva non solo dalla natura sperimentale
dellambiente multimediale o dalle relativamente basse barriere
finanziarie allingresso sul versante dellofferta di
contenuti e servizi, quanto da un fenomeno di diversificazione e
integrazione orizzontale e verticale che ha attraversato e attraversa
tuttora la catena del valore del mercato Internet.
Figura 3 Offerta di contenuti e
servizi: il modello 5C

Fonte: elaborazioni personali
Laspetto
da evidenziare è che a un posizionamento di questo tipo
mirano, oggi, non solo gli editori tradizionali (editori
della carta stampata, operatori radiotelevisivi ecc.), ma anche altri
operatori provenienti da diversi settori: dal software alle
telecomunicazioni, dalla grande distribuzione al settore bancario e
finanziario. E infatti in questarea che si genera il big
bang telematico nellindustria dei servizi a base informativa, e
cioè la grande esplosione delle potenzialità della
domanda e dellofferta su una nuova base tecnica. Tale big bang
non è, però, esclusivamente telematico; esso non
riguarda soltanto le attività direttamente legate alluso
dellambiente WWW, ma ha un valore più ampio che riguarda
la natura stessa delle imprese e il loro passaggio, in un primo
tempo, da strutture mono-servizio a strutture multiservizio, per poi,
in un secondo tempo, trasformarsi - questa la mutazione più
rilevante - da imprese multiservizio a gestori dutenza. Si
genera così una nuova enfasi strategica sulla comunità
di utenti gestita invece che sul servizio erogato.
Lobiettivo
finale di molti operatori che svolgono la funzione di fornitori di
contenuti e servizi è dunque quello di costruire piattaforme
dofferta integrate e multifunzionali (contenuti, commercio,
servizi di comunità, di contesto, connessione) basate su
molteplici forme di finanziamento, ma essenzialmente ancorate al
valore generato dal numero di utenti-abbonati, e cioè dal
numero di accounts. Fra le principali forme di finanziamento: la
commercializzazione di data base per attività di direct
marketing (data mining), la pubblicità, la creazione di
traffico telefonico (i cui proventi possono essere ripartiti con
loperatore della rete), il commercio elettronico.
Se
si prende in esame il modello illustrato nella si può notare
come pervengano a giocare un ruolo a tutto campo (delle 5C)
sul mercato del WWW svolgendo funzioni dofferta del tutto
simili, operatori provenienti da aree diverse. Se consideriamo ad
esempio i portali orizzontali (generalisti) attualmente presenti sul
mercato italiano possiamo notare che alcuni di essi sono stati creati
da editori (Mondadori Online, La Repubblica - Kataweb etc.) altri da
operatori che offrivano e offrono servizi d contesto che hanno
assunto il profilo di editori (Yahoo, Lycos, ecc.) altri ancora da
operatori della connessione (Italia On Line , Telecom Italia Network)
ecc. In Gran Bretagna Dixons, operatore della distribuzione al
consumo di prodotti di elettronica ha creato un grande portale che
offre connessine gratuita a Internet (il già citato
Freeserve), partendo dallofferta di servizi commerciali e
integrandola con quella di servizi di contesto (motore di ricerca) di
servizi di comunità, di servizi a contenuto e infine di
connessione. Lo stesso sta per accadere in Italia con lingresso
sul mercato dei portali di grandi operatori della distribuzione
organizzata.
Ecco
perché, in sintesi, se si considera il contesto competitivo
della fornitura di servizi WWW, ci si trova di fronte a un settore
fortemente ibridato dal punto di vista della tipologia di operatori
ed ecco perchè le imprese editoriali si trovano a dover
fronteggiare una schiera sempre più fitta di competitori. E
il mercato stesso editoriale che si sta trasformando poiché il
concetto stesso di offerta editoriale è mutato.
Conclusioni
Ciò
che sta accadendo nel campo della fornitura di contenuti e servizi in
ambiente Web è di vastissima rilevanza, e non soltanto per gli
operatori direttamente impegnati nellofferta di servizi
Internet. Lambiente Web è infatti un laboratorio ove si
disegna e si re-inventa limpresa di servizi e dove si
sperimentano, oggi su scala ridotta, quelle logiche che ne
definiranno lapproccio al mercato tanto nel breve quanto nel
lungo periodo.
Che
cosa rende sempre più contigui e in un certo senso simili
luno allaltro un operatore radiotelevisivo e una banca;
unassicurazione e un operatore postale; una società di
telecomunicazione e un giornale economico? Fondamentalmente due
elementi. Il primo è sicuramente la progressiva centralità
che le tecnologie digitali, e in particolare Internet, stanno
assumendo nella riorganizzazione dei processi di erogazione dei
servizi.
Tutti
gli operatori del settore dei servizi sono infatti alle prese con le
nuove sfide della Web-economy, impegnati a gestire il proprio
business e la propria identità nel nuovo ambiente multimediale
che genera inedite promiscuità e ibridazioni. In questo nuovo
contesto avviene che una rivista di viaggi e turismo si trasforma in
unagenzia di prenotazione di viaggi e pacchetti turistici; un
operatore di telecomunicazione offre informazioni sulla salute e
polizze di assicurazione; un operatore della grande distribuzione
offre la connessione gratuita per laccesso a Internet come
fosse una società di telefonia; e una banca offre, sul proprio
sito, le ricariche per i telefoni cellulari.
Il
dibattito sulla convergenza fra sistemi e reti di comunicazione, di
grande centralità alcuni anni fa, sembra superato dalla
constatazione che è in corso una nuova e più importante
convergenza fra tipologie e generi di servizi che cominciano a
convergere e ibridarsi luno con laltro. Si tratta di una
convergenza ancora più rilevante se valutata dal punto di
vista economico.
Alla
luce di queste recenti trasformazioni anche il dibattito sviluppatosi
circa cinque anni fa, in USA, sulle cosiddette non-banks - operatori
che pur non essendo banche (ad esempio assicurazioni ecc.)
cominciavano ad offrire servizi di tipo bancario - sembra oggi
vecchio di un secolo e in un certo senso un po naïf. Lo
scandalo suscitato dalle non-banks, che entravano in
territorio di business non di loro competenza diversificando in
maniera spregiudicata le proprie attività, fa sorridere alla
luce di quando sta avvenendo in quel grande laboratorio che è
la rete.
Il
secondo fattore che rende contigui operatori di settori diversi è,
in parte, anche conseguenza del primo. In un contesto sempre più
competitivo, dove tutti fanno tutto e dove la
diversificazione accresce la pressione competitiva sui core business
delle aziende e dove la pervasività della digitalizzazione
rende simili diverse famiglie di attività, il vero valore
competitivo risiede nellacquisizione di comunità
tendenzialmente stabili e fidelizzate dutenti.
Si
moltiplicano così, fra quegli operatori che non possono avere
utenze proprietarie e che sono esposti alla disaffezione e a
insidiosi churn rate (tassi di rinuncia allutilizzo di un
determinato servizio), i programmi di fidelizzazione e le strategie
per trasformare la comunità dei consumatori in utenze stabili.
Non essendoci più ampi spazi per posizione di monopolio o di
oligopolio, e divenendo sempre più debole la possibilità
di proteggere la propria attività dalle insidie della
concorrenza, la gestione di comunità di utenti diventa un
imperativo strategico.
Gestire
una vasta comunità dutenza proprietaria significa poter
realizzare nuovi mix dofferta, aggiungere servizi di terzi ai
propri e trasformarsi in un packager ad alto volume di traffico. Le
esperienze dei Portal Site nellambiente Web, e le strategie di
tanti operatori di telecomunicazione, rappresentano da questo punto
di vista modelli che anticipano importanti tendenze che
caratterizzeranno tutta lindustria dei servizi.
Per
gli operatori sarà sempre più indispensabile
rafforzare le strategie di customer care e di fidelizzazione
dellutenza facendo della integrazione fra diversi servizi uno
strumento per generare e mantenere utenza. Lenfasi dunque si
sposta, dal mix di servizi offerti, alla comunità di utenti
come valore attuale e futuro; e lattività delleditore,
come quella di qualsiasi erogatore di servizi, diviene pertanto
lattività di un gestore dutenza che deve estrarre
valore dalla fidelizzazione come dal datamining, dallerogazione
di servizi (propri e di terzi) come dalla pubblicità, dalla
vendita di beni come dalla intermediazione informativa e commerciale.
*
Emilio Pucci- Svolge attività di ricerca e consulenza
nel campo delleconomia dei media con particolare interesse per
i temi dellimpatto delle tecnologie sui mercati della
comunicazione. Insegna editoria multimediale presso lo IULM (Libera
Università di Lingue e Comunicazione ) di Milano ed è
responsabile delle attività di ricerca e membro del
Direttivo dellIstituto di Economia dei Media della Fondazione
Rosselli. Svolge attività di consulenza per alcuni fra i
principali gruppi della comunicazione italiani ed esteri. Ha
pubblicato diversi saggi sullargomento ed è curatore
del rapporto Annuale IEM Lindustria della comunicazione in
Italia., Guerini e Associati, Milano.