Finora, parlando dei possibili usi di una rete di computer, sono state fatte una serie di considerazioni che mantengono il loro carattere di validità su un vasto spettro di possibili scenari: lavoro, formazione, didattica, ricerca, amatorialità, ecc.
Se concentriamo ora la nostra attenzione al solo mondo dell’educazione, possiamo osservare come la telematica anche qui abbia una vasta gamma di applicabilità.
A un estremo troviamo tutti gli usi, per così dire, strettamente strumentali del mezzo, come a l’invio/ricezione di materiali e lo scambio di messaggistica: la telematica qui è vista principalmente come servizio di posta veloce.
All’altro estremo abbiamo invece la rete come ambiente portante di attività educative basate su specifiche strategie di insegnamento/apprendimento a distanza.
Fra un estremo e l’altro si collocano una varietà di usi dove l’obiettivo educativo, inteso come l’acquisizione di abilità e conoscenze, può essere perseguito considerando la telematica ora come contenuto ora come strumento.
Ad esempio la telematica può essere il contenuto di un intervento che abbia come scopo l’acquisizione di competenze e abilità sull’uso delle tecnologie e dei servizi di rete nonché delle metodiche per il loro più efficace utilizzo.
Oppure, può essere vista come uno strumento sia di supporto allo studio individuale sia alla realizzazione di interventi didattici, di solito di tipo collaborativo, su specifici contenuti disciplinari, basati sulla comunicazione a distanza.
Fatta questa breve premessa, ci apprestiamo ora a esplorare più da vicino alcune categorie di usi educativi della telematica.
Favorire l’acquisizione di nuove conoscenze e abilità com’è noto implica la progettazione di specifici interventi didattici e quindi la definizione degli obiettivi, dei metodi e degli strumenti ritenuti più idonei al loro raggiungimento.
Se l’intervento lo si vuol sviluppare per via telematica diventa anche necessario individuare un’adeguata strategia didattica di apprendimento in rete e non tanto perché l’apprendimento ha luogo su una "rete di computer" quanto piuttosto perché coinvolge una "rete di interrelazioni" fra individui (singoli studenti) o gruppi di individui (classi di studenti).
Considerando poi che le strategie di apprendimento (in rete o non) si devono basare su approcci pedagogici adeguati, diventa necessaria una prima distinzione fra uso educativo della telematica nella didattica scolastica e interventi invece orientati alla formazione a distanza, indirizzati in genere a una popolazione adulta.
E proprio a significare questa differenziazione a carattere pedagogico, dall’ultimo piano della nostra piramide (figura 1), vediamo sporgersi due terrazzini che si affacciano rispettivamente sul mondo della didattica scolastica e sul mondo della formazione a distanza.
Telematica nella didattica scolastica
Nella didattica scolastica uno dei più efficaci utilizzi della telematica è legato all’attivazione di processi cooperativi, dove gli attori possono essere sia gli studenti sia gli insegnanti.
In genere ci si rifà alle strategie dell’"imparare" insieme", spesso centrato sulla costruzione "a più mani" di un elaborato facilmente trasferibile per via telematica (un database, un ipertesto, un giornale, un software, ecc.), altre volte basato sull’assunzione a turno di ruoli di protagonismo da parte dei diversi componenti del gruppo di apprendimento.
In alcune circostanze particolarmente favorevoli l’impianto educativo, supportato dai servizi di rete, può vedere la partecipazione, oltre che dei docenti e dei loro studenti, anche di esperti o specialisti esterni alla scuola.
Negli anni l’apprendimento collaborativo si è dimostrata una delle strategie più efficaci della didattica in rete.
Qui in genere l’imparare ha luogo perché il processo educativo viene impostato in modo che sia l’interazione fra i partecipanti a favorire la crescita collettiva del gruppo.
In questo caso non vi è un’entità che insegna (il docente) e una che apprende (lo studente). In un certo senso l’azione dell’insegnare si concretizza nel progettare, nell’allestire e nel far funzionare un impianto didattico basato sul protagonismo di coloro che devono imparare. Non si ha quindi un’azione diretta ed esplicita di insegnamento da parte del docente quanto piuttosto di facilitazione nei confronti degli studenti.
Telematica nella formazione a distanza
Il settore che sembrerebbe trarre maggiori benefici dai processi di insegnamento/apprendimento a distanza è quello della formazione in servizio dove le risorse di comunicazione sempre più si stanno dimostrando strategiche sia per ridurre i costi sia per ottimizzare e dare soluzione di continuità agli interventi formativi.
Nel mondo della formazione a distanza l’uso della telematica in genere è visto da due diverse angolature: quella dell’insegnamento a distanza (o tele-insegnamento) e quella della formazione in rete (o formazione a distanza di terza generazione) (Nipper, 1989).
Anche se apparentemente non sembrerebbero esserci grandi differenze fra i due approcci, in realtà una distinzione esiste ed è anche abbastanza marcata; basti pensare che l’acquisizione di nuove conoscenze attraverso l’interazione in rete non implica necessariamente un’azione di insegnamento a distanza.
Nel primo caso (insegnamento a distanza) l’azione dell'insegnare viene esplicitamente condotta per via telematica surrogando il più delle volte una situazione di presenza. Esempi sono le tele-lezioni in videoconferenza dove si usa spesso parlare di "remotizzazione" del docente proprio a significare che l’obiettivo principale è il riprodurre, seppur a distanza, l’interazione uno-a-molti fra un’entità che insegna (il docente) e diverse altre entità che apprendono (i corsisti).
Nel secondo caso (formazione in rete), il processo di insegnamento/apprendimento è molto più simile a quella che abbiamo in precedenza definita didattica in rete, un processo cioè basato su strategie collaborative fra tutti gli attori coinvolti.
Ovviamente la differenza sostanziale rispetto alla didattica in rete sta negli approcci pedagogici, qui esplicitamente orientati alla formazione dell’adulto, dove un ruolo forte è giocato dal confronto sui contenuti della formazione e dalla condivisione e rivalutazione delle singole esperienze, a favore dell’acquisizione di nuove conoscenze individuali.
Questo tipo di approccio si è dimostrato particolarmente efficace nella formazione in servizio dei docenti (Briano, Midoro e Trentin, 1996; Trentin, 1999).
Ma riprendiamo l'analisi dei possibili usi delle reti nella didattica.
Siamo all’ultimo piano della piramide e da qui il panorama, o meglio, la visione dell’uso educativo delle reti dovrebbe essere più chiara. Tutte cose all’apparenza molto interessanti, ma quali conoscenze e abilità di base deve possedere un insegnante per poter condurre le attività appena illustrate ?
Una prima e complessiva risposta può essere data partendo dall’osservazione fatta in chiusura del precedente paragrafo dove si mettevano in evidenza le relazioni di interdipendenza fra i vari piani della piramide.
Ripercorrendoli infatti in discesa si osserva che per poter condurre le attività poste su un dato livello è necessario saper sviluppare quelle dei piani sottostanti.
In particolare per poter condurre le attività educative incontrate sulla sommità della piramide è necessario conoscere e saper applicare le più opportune strategie di insegnamento/apprendimento in rete basate in genere sulla cooperazione, la condivisione, l’organizzazione di gruppi di lavoro e di studio, l’individuazione sulla rete di risorse utili al processo educativo e infine la capacità di usare con una certa padronanza gli strumenti e i servizi telematici di base.
Risaliamo quindi la piramide ponendo particolare attenzione sulle abilità e le conoscenze necessarie per poter condurre le attività collocate sui diversi piani.